domenica 9 marzo 2008

Lo strappo del Banana

Il Banana, con la sua consueta finesse, ha pensato bene di riunire alcuni talebani al Palalido, per assistere al sacro rito dello strappo del programma del Partito Democristiano.



Il novello Ahmadinejad della Brianza Saudita ha tutti i culi, digiaaamogelo.
Il PD stavolta se n'è uscito con questo programma scritto su due fogli, in caratteri grandi e con le righe molto spaziate, fatto sostanzialmente di due punti:
  1. abbiate pietà
  2. non sparate sulla croce rossa
In realtà al Banana l'ideona era già venuta 2 anni fa, ma accortosi che nemmeno Schwarzenegger sarebbe riuscito a strappare il tomo di 200 pagine del programma dell'Ulivo, aveva finto uno svenimento e poi, ripresosi dopo aver odorato le mutandine di una velina, era tornato sul palco per lanciare i soliti epiteti di scarso effetto pratico ma di grande effetto morale:

cumunisti! stalinisti! leninisti! marxisti!
Poi la stoccata finale: INTERISTI!

Il Presidente della Repubblica si è subito mobilitato "auspicando" (mai verbo fu più detestato fin dai tempi della prima repubblica...) l'abbassamento dei toni.

Francamente non capisco, qui i toni sono già così in basso che tra un pò rischiamo di trovare il petrolio sotto Montecitorio. In compenso il metano che fuoriesce copioso dai bagni di Palazzo Madama è già stato privatizzato dall'Eni.

Insomma, per la par condicio e come risposta alla classica goccia che fece traboccare il Walter, pare che il Magggico prenderà il programma del PDL e lo userà in bagno come carta riciclata alla presenza di 10 probiviri scelti tra la società civile ed esclamando "yes, we can't!".

Sembra anche che questo sia il motivo per cui Cannella sta facendo lo sciopero del maritozzo e del cappuccino, poiché tra i fortunati testimoni prescelti per la sacra funzione non comparirebbe nessun esponente radicale di rilievo.

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