giovedì 19 febbraio 2009

C'è qualcosa che non torna

Stamattina leggevo l'edificante storia di Alexandr Loyos Isztoika, uno dei due galantuomini in soggiorno obbligato in Italia. Dico soggiorno obbligato perché evidentemente i decreti d'espulsione non sono sufficienti ad allontare un delinquente dall'Italia, dove, notoriamente, non abbiamo soldi per costruire nuove carceri ma in compenso è urgentissimo fare il ponte sullo stretto, affinché tutti possano confortevolemente fare la coda sulla Salerno Reggio Calabria.

A quanto pare uno zelante magistrato "onorario" (ma onorario de che?) di Bologna ha annullato l'espulsione perché non c'erano sufficienti e circostanziati motivi. La signora in questione, Mariangela Gentile, pare dia questa balzana giustificazione: "Ho una paura terribile. Ma per il nostro tribunale due sentenze non bastano per dichiarare la pericolosità sociale di un uomo. Né tantomeno delle denunce. Noi siamo magistrati cauti. Certo, con il senno di poi mi dispiace".

Mi dispiace un cazzo, se permette.
Ma mi faccia capire bene signora Gentile, se uno commette due reati nel giro di quindici giorni non è socialmente pericoloso? E cos'è allora, un eroe come Mangano? Un compagno che sbaglia? Una pecorella smarrita?

I casi sono due, o non ce la stanno raccontando giusta oppure se questo è lo stato in cui versa la giustizia, tanto vale approvare la riforma di Al Fano, così almeno non buttiamo via soldi per arrestare tre o quattro volte la stessa persona. Qualcuno si faccia la domanda di quanto è costato alla collettività arrestare quattro volte 'sto premio Nobel.

"Noi siamo magistrati cauti".

Lei vive fuori dal mondo, cara signora, altro che cauta.

Schifo, pessimismo e mal di stomaco.

4 commenti:

The Lens ha detto...

I giudici dovrebbero- come tutti i privati cittadini - pagare in caso di colpa o negligenza grave. E questa vicenda ne è un esempio lampante.
Sono a dir poco disgustato dalle giustificazioni di circostanza della Mariangela Gentile.
La prossima volta che mi arriva una multa risponderò che "con il senno di poi mi dispiace", quindi.....amici come prima.

Elena ha detto...

una cagna

Torquemada ha detto...

Ognuno si assume poi la responsabilità degli epiteti che usa, ovviamente :-)

Io non voglio dare per scontato che la signora in questione sia in mala fede o che le sue frasi siano state ritagliate ad arte per farla sembrare una sprovveduta, ma proprio per questo motivo vorrei vederci più chiaro, perché una che se ne viene fuori con delle frasi del genere, ammesso che, ripeto, veramente esprimano compiutamente il suo pensiero, farebbe meglio a evitare di far danni dedicandosi a professioni meno impegnative.
Sia come sia, in Italia di sentenze del genere pare se ne sfornino a bizzeffe quindi bisogna capire se si applica la legge alla lettera, magari fatta per tenere fuori di galera i sodali del premier, vedi indulti e condoni vari, oppure se siamo di fronte al classico caso dell'anima bella che pensa di vivere nel mondo dei balocchi.
Ripeto, 'sta cosa mi puzza, ma non è possibile andare avanti a far finta di nulla.

roberto ha detto...

cara signora , se ne avessi il potere spedirei lei in romania.....e poi vedrà quanti cazzi tutti per lei !!! io in quel paese ho vissuto per 5 anni e le posso assicurare che i giudici come lei li mettono a pulire i gabinetti. SI VERGOGNI!!!

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