Siccome quel poverino di Gasparri di idee proprie non è in grado di produrne, non gli resta che saccheggiare il repertorio dell'immenso Totò (vedasi il filmato al quarto minuto).
Provocazioni, pensieri cattivi, cinismo gratuito, ma se volete pagarmi non c'è problema, vi faccio anche la fattura, messaggi offensivi, politicamente scorretti e grammaticalmente opinabili, blasfemia, indecenze, vilipendio, facezie, stupidate, sberleffi, quisquilie e contumelie all'indirizzo dei potenti con o senza "im" davanti e la p rigorosamente minuscola.
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lunedì 20 dicembre 2010
mercoledì 7 ottobre 2009
giovedì 21 maggio 2009
Lode al Nano
Come diceva giustamente Pannella questa sera, mettetela come volete, ma questa vicenda di Mills purtroppo è tutta fuffa.

Non che il Banana non c'entri, anzi, basterebbe anche solo ricordare che appena varato il Lodo Alfano, dichiarò spontaneamente: "questa legge non è fatta per me e io Silvio Berlusconi rinuncerò a farne uso" (agenzia Ansa, intorno al 20 di luglio 2008), salvo ovviamente agire in modo esattamente opposto dimostrando di essere per l'ennesima volta un inguaribile cacciaballe.
La questione è che Al Nano, molto astutamente, in una precedente legislatura, aveva già fatto accorciare i tempi della prescrizione. Poi, a scanso di equivoci, aveva pure introdotto il limite dei 70 anni (legge Cirielli-Pecorella) per evitare che a finire in galera fosse il suo sodale Previti, condannato in via definitiva, ripeto, condannato in via definitiva a 6 anni di reclusione, ripeto, condannato in via definitiva a 6 anni di reclusione, ripeto condannato in via definitiva a 6 anni di reclusione.
Quindi, se anche facesse il gesto di rinunciare al lodo Al Fano, Al Nano non rischierebbe assolutamente nulla.

Vista la situazione, non resta che sostenere concretamente l'iniziativa di questo simpatico avvocato che molto pragmaticamente suggerisce di dare una ritoccatina a tutte le aule di giustizia per una modica cifra.
Vai Staccané, siamo tutti con lei!!
Applausi bipartisan
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martedì 24 febbraio 2009
Romania, per piccina che tu sia...
Mentre Fra' Tini s'incontrava con il ministro Draculescu per decidere una politica comune sullo scambio di delinquenti, il governo rumeno faceva sapere che il 40% dei ricercati per delitti in Romania si trova inspiegabilmente in villeggiatura nel nostro Belpaese.
A questo punto viene da chiedersi il motivo di tanto amore nei confronti dello stivale.
Sono venuti a fare uno stage dai professionisti del crimine?
O forse gli piace la compagnia dei prescritti?
O magari contano sul fatto che qua un indultino non si nega a nessuno?
Tra le iniziative concordate anche uno scambio di figurine Panini con le facce dei pregiudicati più pericolosi (celo, celo, manca, celo, manca, celo, celo...).
Fra' Tini ha inoltre chiesto al collega rumeno di inviare più poliziotti, perché i nostri sono troppo impegnati a fare le scorte ai politici.
Applausi
A questo punto viene da chiedersi il motivo di tanto amore nei confronti dello stivale.
Sono venuti a fare uno stage dai professionisti del crimine?
O forse gli piace la compagnia dei prescritti?
O magari contano sul fatto che qua un indultino non si nega a nessuno?
Tra le iniziative concordate anche uno scambio di figurine Panini con le facce dei pregiudicati più pericolosi (celo, celo, manca, celo, manca, celo, celo...).
Fra' Tini ha inoltre chiesto al collega rumeno di inviare più poliziotti, perché i nostri sono troppo impegnati a fare le scorte ai politici.
Applausi
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giovedì 19 febbraio 2009
C'è qualcosa che non torna
Stamattina leggevo l'edificante storia di Alexandr Loyos Isztoika, uno dei due galantuomini in soggiorno obbligato in Italia. Dico soggiorno obbligato perché evidentemente i decreti d'espulsione non sono sufficienti ad allontare un delinquente dall'Italia, dove, notoriamente, non abbiamo soldi per costruire nuove carceri ma in compenso è urgentissimo fare il ponte sullo stretto, affinché tutti possano confortevolemente fare la coda sulla Salerno Reggio Calabria.
A quanto pare uno zelante magistrato "onorario" (ma onorario de che?) di Bologna ha annullato l'espulsione perché non c'erano sufficienti e circostanziati motivi. La signora in questione, Mariangela Gentile, pare dia questa balzana giustificazione: "Ho una paura terribile. Ma per il nostro tribunale due sentenze non bastano per dichiarare la pericolosità sociale di un uomo. Né tantomeno delle denunce. Noi siamo magistrati cauti. Certo, con il senno di poi mi dispiace".
Mi dispiace un cazzo, se permette.
Ma mi faccia capire bene signora Gentile, se uno commette due reati nel giro di quindici giorni non è socialmente pericoloso? E cos'è allora, un eroe come Mangano? Un compagno che sbaglia? Una pecorella smarrita?
I casi sono due, o non ce la stanno raccontando giusta oppure se questo è lo stato in cui versa la giustizia, tanto vale approvare la riforma di Al Fano, così almeno non buttiamo via soldi per arrestare tre o quattro volte la stessa persona. Qualcuno si faccia la domanda di quanto è costato alla collettività arrestare quattro volte 'sto premio Nobel.
"Noi siamo magistrati cauti".
Lei vive fuori dal mondo, cara signora, altro che cauta.
Schifo, pessimismo e mal di stomaco.
mercoledì 27 agosto 2008
Danilo Coppola agli arresti balneari
Arriecchilo,
il noto immobiliarista romano Danilo Coppola, quello accusato di bancarotta fraudolenta, pettinatura oscena e altre amenità e che, come al solito, era incompatibile col regime carcerario....
Infatti, come potete constatare, è compatibile solo con gli arresti balneari, guardato a vista dal bagnino.
Non più tardi di oggi il buon Al Fano aveva ammesso che l'indulto è stato una ciofeca (ma avrà tenuto conto che serviva solo per Previti?) e che andrebbe riesaminata la possibilità di dotare i carcerati non pericolosi di braccialetto elettronico.
Nel caso del povero Coppola però ci vorrebbero i bracciali da gonfiare più che quelli elettronici.
Che splendido paese.
Applausi.
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martedì 19 agosto 2008
Il garante della piracy

Credevamo di avere già visto tutto o quasi, ma quella degli smanettoni incalliti alla ricerca di files pirata che si rivolgono al Garante della Privacy per protestare contro presunte ma soprattutto improbabili schedature, ancora mancava alla galleria delle cialtronate all'italiana.
In nome del Popolo Italiano, visti gli articoli del codice penale, date le circostanze aggravanti del pessimo gusto, questa corte la condanna alla pena di vedere il TG4 condotto da Emilio Fede per anni 2 senza condizionale per aver scaricato illegalmente 32 puntate di Quark speciale ed il ciclo integrale delle sinfonie di Beethoven. L'imputato viene invece assolto con formula piena per aver scaricato Cicciolina e Moana mondiali, trattandosi di materiale educativo di pubblico dominio.
La seduta è tolta.
Applausi.
giovedì 14 agosto 2008
Emanuela Orlandi - quando la realtà supera la satira
Sarò breve.
Ma secondo voi è normale che l'auto su cui è stata rapita Emanuela Orlandi venga ritrovata serenamente parcheggiata da tredici anni in un posteggio pubblico?
Boh, a me sembra di sognare.
Ma la cosa veramente fantastica è che se non fosse stato per una precisa indicazione da parte di un testimone, quella macchina restava lì per altri tredici.
E adesso venitemi a dire che questo non è il più bel paese del mondo.
Per i delinquenti, soprattutto.
lunedì 16 giugno 2008
Nei secoli infedele
Non abbiamo manco fatto in tempo a digerire la bizzarra condanna del povero Paolini, che subito la Cassazione ci propina una nuova, storica sentenza: i carabinieri non possono avere amanti.
Non è ben chiaro come sia stata scoperta la tresca ma possiamo immaginare la scena all'ingresso in caserma:
- Alt, chi va là, fermo o sparo!
- Appuntato con amante!
- Appuntato alt, amante avanti, si faccia riconoscere!
Non è ben chiaro come sia stata scoperta la tresca ma possiamo immaginare la scena all'ingresso in caserma:
- Alt, chi va là, fermo o sparo!
- Appuntato con amante!
- Appuntato alt, amante avanti, si faccia riconoscere!
sabato 14 giugno 2008
In nome del popolo televisionaro italiano
Siccome, digiaaamogelo, siamo un paese del menga, nonostante il marasma in cui versa, la giustizia italiana deve trovare perfino il tempo di emanare sentenze come quella a carico di Gabriele Paolini, in arte videodisturbatore.
"chi si apposta dietro le telecamere in una pubblica via, commette reato anche se è muto, immobile e non gesticola".
La corte di cassazione ha sentenziato che l'estroverso Paolini, autore del "Berlusconi cornuto!" più famoso della storia della TV, è colpevole di interruzione di pubblico servizio.
Già a definire il TG1 un pubblico servizio, ci vuole un discreto coraggio, ma lasciamo perdere queste pretestuose polemiche verso il canale televisivo ufficioso del Vaticano, leggiamo le motivazioni della singolare sentenza:
Dubito che basteranno le carceri italiane per contenere quella massa di cretinetti che invariabilmente si piazza dietro al giornalista di turno per salutare la mamma e i parenti.
E pensare che quella buonanima di Frajese aveva risolto il problema a modo suo, senza scomodare le toghe che dovrebbero occuparsi di ben altri problemi...
Un calcio nei maroni è per sempre, altro che sentenze della cassazione.
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mercoledì 27 febbraio 2008
Fax populi, vox rei
Ma di tanto in tanto, in Cassazione, troveranno il tempo di occuparsi di qualcosa di meno urgente?
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